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Ho sognato il mio canino di quando ero piccolo. Cosa significa?

​Hai sognato il tuo canino o il tuo gattino d’infanzia? A me succede puntualmente ogni due o tre mesi. Mi sveglio con la sensazione di quel pelo morbido o di quella presenza silenziosa accanto al letto.

Ma il punto è: come stai? Ti senti male? Sei felice di averlo sognato?

Vediamo insieme come la Gestalt può aiutarci non tanto a interpretare il sogno, quanto a fare delle scoperte grazie a questo fantastico messaggio notturno. ​In ottica fenomenologica il sogno non è un rebus da decifrare, ma un messaggio esistenziale. Se quel compagno torna a trovarci proprio ora, forse c’è una parte di noi — quella più spontanea, fedele o bisognosa di protezione — che sta cercando di dirci qualcosa sulla nostra vita attuale.

Il ponte tra ieri e oggi: come stai?

​Il primo passo del lavoro gestaltico sul sogno è osservare il ponte emotivo. Invece di chiederci asetticamente “perché ho sognato il cane?”, ci chiediamo: “Cosa provo adesso? Cosa ho provato nel sogno?”. Quell’emozione è il filo rosso che ci collega a una situazione che stai vivendo oggi, adesso.

​Forse in questo periodo ti senti solo e hai bisogno di quella lealtà assoluta che solo quel cucciolo sapeva darti. O forse senti il bisogno di difendere il tuo “territorio” con la stessa grinta con cui lui faceva la guardia. Chi lo sa…il sogno non parla di un animale morto anni fa! Il sogno ci parla di una risorsa interna che abbiamo e che vuole essere reintegrata nella nostra giornata.

Il lavoro sul sogno: diventare il proprio cane

​In Gestalt non ci limitiamo a raccontare il sogno: lo facciamo accadere di nuovo. Non siamo spettatori passivi, ma diventiamo i protagonisti di ogni elemento che appare nella nostra fantasia notturna.

Identificarsi con la proiezione

​In seduta ti chiederei di chiudere gli occhi e di essere quel cane. Se tu fossi lui, cosa diresti al te stesso adulto? Qual è il tuo messaggio? “Torna a giocare”, oppure “Non aver paura, io sono qui”? Identificarsi permette di riaccpropriarci di parti di noi che abbiamo dimenticato o messo a tacere sotto il peso dei doveri.

​Immaginarsi di essere lì, di sentire l’odore dell’erba di quel vecchio giardino e di continuare la trama, permette di completare ciò che la mente ha lasciato in sospeso. Usiamo la fantasia guidata per reinventare il finale o per approfondire un incontro: potresti scoprire che quel cane rappresenta la tua capacità di amare senza riserve, una parte di te che forse hai “messo in gabbia” per proteggerti dalle delusioni del mondo adulto.

Dalla fantasia alla realtà: un atto di integrazione

​Lavorare sui sogni significa trasformare un’immagine notturna in un atto di consapevolezza. Se sognare il tuo vecchio amico ti ha lasciato un senso di pace, come puoi portare quella pace nelle tue relazioni di oggi? Come puoi trattarti con la stessa benevolezza e cura con cui accudivi quel cucciolo?

​Il sogno è una porta aperta verso i nostri bisogni primari. Spesso, dietro l’immagine di un cane che corre, si nasconde il nostro bisogno di libertà o di appartenenza. Nel mio studio, camminiamo insieme su questo ponte, trasformando il ricordo in una forza viva che ti aiuti a navigare nel presente con più interezza.

Se questo sogno ha risvegliato in te un’emozione forte o senti che c’è un messaggio che preme per essere ascoltato, non lasciarlo svanire nel rumore della giornata.

Possiamo esplorare insieme queste immagini e trasformarle in una risorsa concreta per il tuo presente: scrivimi su WhatsApp cliccando sul tastino verde in basso a destra per un primo contatto, oppure prenota direttamente una seduta online o in uno dei miei studi di Firenze o Bologna utilizzando il tasto blu Prenota che trovi in alto a destra.

PS: quello in alto è Lapo! Il mio canino di infanzia 🙂


Niccolò Di Paolo | Psicologo Gestalt

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 11261).

Ricevo presso lo studio professionale di Firenze (zona Piazza Alberti), Bologna (zona San Vitale) e tramite consulenza Online.

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