Immagina un castello medievale con le sue mura massicce, i ponti levatoi alzati e le feritoie strette. All’epoca quelle mura servivano a proteggere la vita all’interno dagli attacchi esterni; erano una salvezza. Ma cosa succede se, secoli dopo, quelle stesse mura restano in piedi anche quando fuori c’è il sole e non c’è più nessun nemico? Succede che il castello diventa una prigione: l’aria non circola, la luce non entra e chi ci vive dentro finisce per soffocare.
Noi funzioniamo esattamente così. Spesso arriviamo in seduta descrivendo un’ansia o un senso di oppressione, ma appena iniziamo a respirare, ci accorgiamo che il nostro corpo è diventato quel castello. In ambito psicologico, studiare queste “mura” significa entrare nel campo della Bioenergetica, la disciplina fondata da Alexander Lowen.
L’incontro tra questa visione e la Gestalt è di una potenza straordinaria: ci permette di guardare come le ferite della nostra infanzia non siano solo ricordi sbiaditi, ma siano scritte nella tensione dei nostri muscoli, nel modo in cui poggiamo i piedi a terra e, soprattutto, in come tratteniamo il respiro.
L’Armatura Caratteriale: Wilhelm Reich e il corpo che ricorda
Per capire come siamo fatti, dobbiamo guardare al maestro di Lowen, Wilhelm Reich. Fu lui il primo a intuire che i conflitti psichici non restano confinati nella mente, ma si cristallizzano nel corpo sotto forma di armatura caratteriale. Se da bambino hai dovuto ingoiare un pianto per non essere sgridato, o se hai dovuto trattenere la rabbia per non perdere l’amore dei tuoi genitori, quel “trattenere” è diventato una contrazione cronica dei muscoli della gola, del collo o del diaframma.
In ottica Gestalt, queste contrazioni creano un blocco sul nostro confine di contatto. Un corpo corazzato è un corpo che non sente, che non vibra, che si difende anche quando non ce n’è bisogno. In studio a Firenze e Bologna, il lavoro non è “rompere” l’armatura con la forza, ma ringraziarla per averci protetto un tempo, per poi invitare i muscoli a mollare la presa, tornando a sentire la vita che scorre.
Il Grounding: Alexander Lowen e le radici nella terra
Alexander Lowen ha introdotto un concetto che è il cuore pulsante della pratica bioenergetica: il Grounding (il radicamento). Essere “grounded” significa avere i piedi ben piantati a terra, sentire il contatto con la realtà e avere le gambe cariche di energia. Spesso, quando viviamo un trauma o un forte stress, tendiamo a “salire nella testa”, perdendo il contatto con il suolo e con le nostre sensazioni viscerali.
Vibrare per esistere
Un corpo sano, per la Bioenergetica, è un corpo che vibra. La vibrazione è il segno che l’energia (il chi, l’orgone, o semplicemente il sangue e l’impulso nervoso) sta fluendo liberamente. In seduta, usiamo posizioni ed esercizi specifici per stimolare queste vibrazioni. Non è ginnastica: è un esperimento fenomenologico. Cosa succede alla tua mascella se permetti a quel suono di uscire? Cosa succede alla tua paura se senti che le tue gambe possono davvero sostenerti?
L’Integrazione: la parola che diventa carne
Ma come si trasforma tutto questo in una guarigione concreta? Qui la Gestalt e la Bioenergetica si fondono. Invece di limitarci a parlare del “senso di colpa”, andiamo a vedere dove quel senso di colpa abita: forse in quelle spalle sollevate verso le orecchie, come se aspettassi un colpo dall’alto.
Usiamo il corpo come un laboratorio del presente: Attraverso il respiro profondo e il movimento espressivo, facciamo emergere l’emozione che era rimasta “congelata” nel muscolo. Quando un paziente riesce a rilasciare una tensione cronica e a fare un respiro completo, accade qualcosa di biologico e spirituale insieme: la Gestalt si chiude. L’energia che prima era impegnata a “tenere su le mura del castello” torna disponibile per vivere, per amare, per creare.
Riconquistare il diritto di sentire
L’integrazione tra la Gestalt e la visione Bioenergetica ha un obiettivo semplice e rivoluzionario: renderti un individuo capace di sentire il proprio corpo come una casa sicura e vibrante. Significa:
- Sciogliere i nodi muscolari che bloccano le tue emozioni autentiche.
- Tornare a respirare a pieni polmoni, recuperando vitalità ed energia.
- Sviluppare un Sé radicato, capace di stare nelle tempeste della vita senza essere spazzato via.
È un viaggio che trasforma il “corpo-oggetto” (qualcosa da controllare o di cui vergognarsi) nel “corpo-soggetto” (il luogo della nostra gioia e della nostra verità). Non sei più una testa che comanda un corpo stanco, ma un’unità viva che pulsa nel qui e ora.
Ti senti spesso staccato dalle tue sensazioni? Se avverti che il tuo corpo è diventato rigido o se senti che i tuoi blocchi fisici ti impediscono di vivere pienamente, possiamo esplorare insieme la tua energia in un percorso individuale nel mio studio.
Niccolò Di Paolo | Psicologo Gestalt
Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 11261). Ricevo presso lo studio professionale di Firenze (zona Piazza Alberti), Bologna (zona San Vitale) e tramite consulenza Online.