N.D.P.
Prenota

La Fenomenologia in Gestalt: smettere di interpretare, iniziare a vedere

Ti è mai capitato di raccontare un tuo problema a qualcuno e ricevere in cambio una diagnosi immediata? “Fai così perché tua madre…” oppure “Il tuo problema è che sei insicuro”.

Ecco, la fenomenologia è l’esatto opposto di questo approccio. È uno dei due pilastri filosofici della Psicoterapia della Gestalt e, in parole semplici, significa mettere tra parentesi i giudizi e le teorie per guardare ciò che accade nel qui e ora.

In seduta, non mi interessa darti una spiegazione preconfezionata del tuo malessere. Mi interessa osservare insieme a te come ti muovi, come respiri e come mi parli in questo preciso istante. La fenomenologia ci insegna che la verità non è nascosta in un trauma del passato, ma è scritta sulla superficie della tua esperienza attuale.

Mettere tra parentesi il “perché”

Siamo abituati a cercare ossessivamente le cause di tutto. Ma il “perché” spesso è solo una scusa della mente per non sentire il dolore. La fenomenologia ci invita all’Epoché: l’atto di sospendere il giudizio. Invece di chiederci perché sei ansioso, osserviamo come si manifesta la tua ansia.

L’ovvio come rivelazione

Spesso la soluzione ai nostri problemi è proprio sotto il nostro naso, ma siamo troppo impegnati a interpretare per accorgercene. Guardare la realtà in modo fenomenologico significa dare dignità all’ovvio. Se mentre parli di una persona i tuoi pugni si stringono, quell’evento fisico è più vero di qualsiasi teoria psicologica. È un fenomeno che sta accadendo ora e che ci dice tutto quello che dobbiamo sapere sulla tua rabbia.

La danza tra osservatore e osservato

In un approccio fenomenologico, lo psicologo non è un giudice onnisciente dietro una scrivania. Io sono lì con te, e anche quello che provo io fa parte del campo. Se sento una pesantezza nel petto mentre mi racconti una storia, te lo rimando. Non come una verità assoluta, ma come un fenomeno del nostro incontro.

Descrivere invece di spiegare

Il lavoro fenomenologico consiste nel tornare a descrivere la realtà invece di spiegarla. Quando impariamo a descrivere ciò che sentiamo senza il filtro del “giusto o sbagliato”, accade qualcosa di rivoluzionario: la nostra percezione cambia. E quando cambia la percezione, cambia inevitabilmente il nostro modo di stare al mondo.

La co-creazione del fenomeno

In un approccio fenomenologico, lo psicologo non è un osservatore esterno e distaccato che applica etichette. È parte del campo. La verità non è una proprietà esclusiva del paziente, ma è qualcosa che emerge nell’incontro. È una danza tra due soggettività che cercano di sintonizzarsi su ciò che accade in quel preciso istante. Se durante il racconto emerge un silenzio, quel silenzio non viene interpretato come “resistenza”, ma viene esplorato come un fenomeno vivo, carico di significato presente.

Tornare alle “cose stesse”

“Tornare alle cose stesse”, diceva Edmund Husserl, il padre della fenomenologia. In psicoterapia, questo significa tornare al corpo, ai sensi, al contatto reale. Significa smettere di vivere “nella testa” — tra ricordi distorti e proiezioni future — per iniziare ad abitare l’esperienza. Solo spogliando la realtà dalle sovrastrutture ideologiche e dai pregiudizi su noi stessi, possiamo finalmente vedere la forma (la Gestalt) della nostra esistenza e recuperare la nostra libertà di movimento.

Sperimentare la propria verità

La fenomenologia non è una teoria da studiare, ma una pratica da vivere. Ci insegna che non siamo vittime passive di una realtà oggettiva e immutabile, ma co-creatori del nostro mondo attraverso il modo in cui lo percepiamo. Se sei stanco di sentirti analizzato o incasellato in diagnosi che non ti appartengono, lo spazio della seduta può diventare il luogo dove la tua esperienza viene onorata per quella che è, senza pretese di essere diversa.

Se vuoi iniziare a guardare la tua vita con occhi nuovi, partendo da ciò che c’è qui e ora, io sono qui. Possiamo iniziare questo percorso insieme, nei miei studi di Firenze, Bologna o Online.

Scrivimi su WhatsApp cliccando sul tastino verde in basso a destra, oppure prenota una seduta tramite il tasto blu Prenota in alto a destra.

Niccolò Di Paolo | Psicologo Gestalt

Iscritto all’Ordine degli Psicologi della Toscana (n. 11261). Ricevo presso lo studio professionale di Firenze (zona Piazza Alberti), Bologna (zona San Vitale) e tramite consulenza Online.

Scopri di più da Niccolò Di Paolo

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere