Alice Morara è Psicologa e Psicoterapeuta della Gestalt a orientamento fenomenologico-esistenziale, iscritta all’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna.
Riceve a Castenaso e a Imola e accompagna adulti, adolescenti e bambini nei momenti di difficoltà, cambiamento o sofferenza. Il suo studio offre uno spazio di ascolto e relazione in cui comprendere ciò che si sta vivendo e trovare le modalità per affrontarlo.
La nostra collaborazione nasce dalla formazione gestaltica condivisa e si esprime nella conduzione dei Gruppi Gestalt Bologna, dove il lavoro clinico individuale incontra quello di gruppo.
Formazione e percorso professionale
Alice si è laureata in Psicologia presso L’università degli studi di Bologna e si è diplomata in Psicoterapia della Gestalt presso l’Istituto Gestalt Firenze (IGF), scuola di specializzazione quadriennale riconosciuta dal MIUR e fondata a Firenze nel 1988 da G. Paolo Quattrini. La formazione all’IGF è fenomenologico-esistenziale e unisce lo studio teorico, la pratica clinica supervisionata e il lavoro personale e di gruppo, che nella Gestalt è parte integrante del percorso di chi diventa terapeuta.
Al percorso di specializzazione affianca la formazione nella Gestalt Play Therapy, il modello con cui lavora con bambini e adolescenti.
Svolge la sua attività clinica a Castenaso e a Imola ed è verificata sulla piattaforma GuidaPsicologi, dove le sue sedute individuali sono offerte a Imola.
Approccio clinico
Il riferimento teorico di Alice è la Gestalt a orientamento fenomenologico-esistenziale, che pone al centro l’esperienza della persona nel qui e ora e il modo in cui entra in relazione con sé stessa, con gli altri e con il proprio ambiente.
Il percorso terapeutico punta a una maggiore consapevolezza dei propri bisogni e delle proprie emozioni, delle proprie risorse e delle proprie possibilità di scelta. Il sintomo viene letto come un segnale da esplorare, il punto in cui qualcosa dell’esperienza chiede di essere visto.
Nella pratica clinica individuale lavora su difficoltà relazionali, crisi e cambiamenti di vita, difficoltà legate all’autostima e alla crescita, e sulla gestione delle emozioni intense come ansia, rabbia o depressione.
Tra le aree di lavoro rientrano anche l’assertività, l’aggressività, l’autorealizzazione e l’orientamento personale, le crisi adolescenziali e l’A.D.H.D.
La Gestalt Play Therapy – il lavoro con bambini e adolescenti
La Gestalt Play Therapy è il modello con cui Alice accompagna bambini e adolescenti. Nasce dall’applicazione dei principi della terapia della Gestalt all’infanzia, in particolare dal lavoro di Violet Oaklander, e parte da una premessa semplice. Il bambino non sa raccontare a parole ciò che vive, ma sa mostrarlo attraverso il gioco, il disegno, il movimento, la voce e il corpo.
Il gioco diventa così il linguaggio della terapia. Attraverso materiali espressivi come il disegno, l’argilla, la sabbia, i burattini, le storie, la musica e il movimento, il bambino porta nella stanza il proprio mondo interno e lo rende visibile, a sé e al terapeuta. Non viene interrogato né interpretato dall’esterno. Il terapeuta lo accompagna a osservare ciò che sta creando, a riconoscere cosa prova e a trovare parole e gesti per esprimerlo.
Il lavoro si sviluppa lungo alcune direzioni principali.
- La relazione. Il percorso comincia dalla costruzione di un rapporto di fiducia, in cui il bambino si sente accolto e al sicuro, con i suoi tempi e le sue modalità.
- Il contatto con sé. Il bambino impara a riconoscere il proprio corpo, i propri sensi e le proprie emozioni, e a darvi un nome. Quando ciò che si prova resta senza forma, tende a trasformarsi in sintomo.
- Il rafforzamento del sé. Attraverso attività creative il bambino sperimenta le proprie capacità, la propria voce e la propria possibilità di scelta, e costruisce una maggiore fiducia in sé.
- L’espressione delle emozioni. Rabbia, paura, tristezza e gioia trovano uno spazio protetto in cui essere espresse, senza giudizio e senza conseguenze.
- Il confine con l’ambiente. Il bambino impara a dire sì e no, a proteggersi e ad aprirsi, nella famiglia, a scuola e tra i coetanei.
Anche i comportamenti che gli adulti vivono come problematici, come chiusura, opposizione, aggressività o difficoltà di attenzione, vengono letti come adattamenti creativi, cioè come il modo migliore che il bambino ha trovato per affrontare ciò che stava vivendo. Il lavoro terapeutico li riconosce e offre alternative più libere.
Il lavoro con i genitori
Un bambino vive dentro un campo, fatto della famiglia, della scuola e dei coetanei, e ciò che manifesta appartiene a quel campo prima ancora che a lui. Per questo la Gestalt Play Therapy affianca sempre al lavoro con il bambino o con l’adolescente un lavoro con le persone che se ne prendono cura. Il percorso individuale offre al figlio uno spazio in cui esprimersi, e il lavoro con la famiglia permette a ciò che emerge di entrare nella vita quotidiana e di restarci.
La terapia familiare che Alice propone ai genitori accompagna la relazione con i figli e aiuta a comprendere ciò che sta accadendo. Il comportamento che preoccupa un adulto, che sia chiusura, opposizione, aggressività, paura o difficoltà di attenzione, viene letto come un adattamento creativo, cioè la soluzione migliore che quel bambino ha trovato per affrontare ciò che stava vivendo. Il lavoro consiste nel capire quale bisogno quella soluzione protegge e nel costruire alternative più libere.
Come si svolge il lavoro con la famiglia
- I colloqui iniziali. Il percorso comincia con uno o più incontri con i genitori, per ricostruire la storia del bambino, il contesto familiare e scolastico e le ragioni della richiesta. Gli adulti portano il loro sguardo, e il lavoro prende forma a partire da lì.
- La restituzione. Nel corso della terapia i genitori ricevono una restituzione di ciò che sta emergendo, in un linguaggio chiaro e senza gergo. Ciò che il bambino porta in seduta resta un suo spazio protetto, e il terapeuta concorda con lui cosa condividere e come, perché la fiducia che si costruisce nella stanza è la base del lavoro.
- Lo sguardo sul proprio ruolo. Ogni genitore ha una storia, e il modo di stare accanto a un figlio risente di come si è stati accompagnati a propria volta. Il lavoro offre uno spazio per riconoscere i propri automatismi, le norme ereditate e le fatiche, e per scegliere con più libertà come rispondere.
- Gli strumenti per la vita quotidiana. Ai genitori vengono offerti strumenti concreti da usare a casa, come dare un nome alle emozioni, ascoltare senza correggere subito, riconoscere il gioco come linguaggio del bambino, sostenere limiti chiari e coerenti e rispettare i tempi di ciascuno.
- Gli incontri congiunti. Quando il terapeuta lo ritiene utile, il genitore e il figlio lavorano insieme, in una situazione di gioco o di dialogo guidato in cui sperimentare modi nuovi di incontrarsi.
Gli adolescenti
Con gli adolescenti il lavoro con i genitori cambia forma. Il ragazzo ha un proprio spazio riservato, e la relazione con la famiglia viene sostenuta nel rispetto della sua autonomia crescente.
I genitori vengono accompagnati a stare vicini senza invadere, ad accogliere il cambiamento di un figlio che sta costruendo la propria identità e a mantenere aperto il dialogo anche nei momenti di distanza o di conflitto.
Una relazione che cambia insieme
Quando un bambino sperimenta di essere ascoltato nella stanza di terapia e a casa trova adulti che lo ascoltano allo stesso modo, il cambiamento si consolida. Con il modificarsi del modo in cui i genitori si relazionano al figlio, si riorganizza anche il sistema familiare intorno a lui, e questo restituisce a tutti più possibilità di scelta.
Il lavoro di gruppo
Insieme conduciamo i Gruppi Gestalt Bologna, setting esperienziali in cui i partecipanti lavorano su temi esistenziali e relazionali attraverso la sedia calda e il processo di gruppo come strumento terapeutico in sé. Il gruppo offre uno spazio protetto e riservato in cui sperimentare risposte nuove a vecchi automatismi, e la presenza di due conduttori con formazione gestaltica comune arricchisce il campo di sguardi e di sostegno.